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MONUMENTI E BELLEZZE NATURALI
Convento domenicano di Sant’Anna, costruito nella seconda metà del ‘200 da Pietro, vescovo di Capaccio, appartenne originariamente alle suore Agostiniane. L’edificio presenta una veste prevalentemente barocca, ma conserva, soprattutto all’interno, tracce delle strutture trecentesche e cinquecentesche. Vi sono, oltre alla chiesa principale, due cappelle ora non usate. Tra le opere più notevoli sono da ricordare un affresco della Crocifissione, che è una delle migliori testimonianze della pittura campana del tardo ‘300 e, di poco posteriore, l’Annunciazione affrescata nella sacrestia. Nella chiesa sono notevoli soprattutto due grandi dipinti da altare, l’uno di Francesco Solimena, del 1728, che raffigura la Madonna col Bambino e Santi, l’altro, del 1772, di Orazio Solimena, pronipote di Francesco, che raffigura l’Adorazione dei Magi
Complesso conventuale di San Giovanni in Parco, nel quale restano ancora visibili la scalinata monumentale sul fianco della collina ed il bel chiostro del ‘700 all’interno
Chiesa di San Francesco. All’edificio, di grande imponenza e dimensioni, si accede per una scalinata monumentale di grande effetto scenografico. La chiesa fu eretta tra il 1256 ed il 1290 per la munificenza dei Filangieri, allora signori della città. Molto ricco è anche il patrimonio pittorico della chiesa: l’opera più preziosa del complesso è “Lo Sposalizio di Santa Caterina” di Andrea Sabbatini da Salerno, posta sull’altare maggiore e considerato da molti il frutto più alto del Rinascimento campano
Museo Provinciale dell’Agro Nocerino, che conserva interessanti reperti antichi e, in particolare, corredi funebri dell’età del bronzo provenienti dal territorio di San Marzano, ceramiche di età osca ed altro materiale più tardo
Convento di Sant’Andrea, eretto alla metà del ‘500. Notevole, nell’atrio, il sepolcro del 1581 del duca Alfonso Carafa, dove il Rinascimento mostra già il declinare verso il Manierismo
Castello Medioevale Fienga, uno dei capisaldi del principato longobardo di Salerno. Notevole è la torre pentagonale duecentesca, dotata anche di finestre ogivali. Oggi restano solo poche strutture emergenti dal terreno e, nel sottosuolo, i sotterranei e le cucine. Ugualmente sono scomparse le tre cerchie di mura che sorgevano intorno alla collina e che nel ‘500 e nel ‘600 furono dai duchi utilizzate come recinzione per un’ampia riserva di caccia. Sulle rovine dell’edificio, alla metà dell’ ‘800, la famiglia Fienga, divenuta proprietaria della collina, fece costruire l’edificio che oggi corona la stessa, e che era fornito di bei giardini ed ospitava una notevole collezione di reperti archeologici provenienti sia da Nocera che dal territorio di Pompei e Scafati
Tomba di Gianbattista Castaldo, grande condottiero del ‘500, le cui imprese sono ricordate da una lunghissima epigrafe latina
Cattedrale di San Marco Evangelista (San Prisco). Ad essa si accede passando sotto il bel campanile barocco eretto nel 1724 su progetto di Francesco Solimena, del quale nell’edificio, ricco peraltro di molte altre tele soprattutto del ‘700, è da ammirare l’affresco nella cappella del Rosario, eseguito insieme al padre Angelo, raffigurante il Paradiso. Da ricordare anche, nel piazzale davanti al campanile, una grande vasca lustrale romana
Galleria Maiorino, brillante esempio di struttura moderna realizzata dall’architetto Pagliara
Palazzo Lanzara, originariamente dipendenza del palazzo ducale destinato alle scuderie. Assai notevole il portale d’ingresso, artisticamente scolpito così come il balcone soprastante. La loro realizzazione è da porsi tra il 1660 ed il 1707
Piazza Guerritore, dominata dal palazzo signorile omonimo, con una grande torre: esso fu realizzato verso la metà dell’ ‘800
Chiesa di San Matteo, la più antica della città, essendo la sua presenza documentata sin dal IX secolo. Conserva il bel portale in pietra del primo ‘600
Convento di Santa Chiara, nella quale vi sono alcuni dipinti del ‘600 e ‘700 e dei bellissimi altari settecenteschi realizzati su disegni di Orazio Solimena
Santuario di S. Maria dei Miracoli, antica abbazia olivetana, dalla quale si può avere un’ampia visione di tutta la vallata
Palazzo Solimena, che fu acquistato da Angelo Solimena, famoso pittore locale originario di Serino, dai De Sanctis. In esso soggiornò più volte il cardinale Orsini, arcivescovo di Benevento, poi papa col nome di Benedetto XIII (1724-1730)
Palazzo Giovannardi, opera di Felice Romano, allievo del grande architetto Vanvitelli
Palazzo De Francesco, dell’omonima famiglia residente al Vescovado, che rivestì cariche pubbliche importanti
Palazzo Sanseverino, dell’omonima famiglia che diede uomini insigni allo stato della chiesa, tra cui Francesco Sanseverino, arcivescovo di Palermo e viceré di Sicilia.

 

Testi: Stefania Maffeo

 
 
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